consenso Proof-of-Stake

Il consenso Proof-of-Stake  è basata sul principio secondo cui a ogni utente viene richiesto di dimostrare il possesso di un certo ammontare di criptovaluta.

La PoS è, a tutti gli effetti, un protocollo per la messa in sicurezza di una rete fiduciaria.

È possibile comprendere le principali differenze tra Proof-of-Work e Proof-of-Stake semplicemente osservando quali risorse vengono consumate per il mantenimento del consenso di rete.

Nella Proof-of-Work, i minatori hanno un potere di voto proporzionale alla quantità di calcolo disponibile, e questo corrisponde esattamente al potere che possiedono.

Nella Proof-of-Stake, invece, i validatori sono stakeholder con un potere di voto proporzionale alla quota economica — la valuta nativa — che detengono.

L’idea alla base è semplice: più un soggetto investe all’interno di un sistema Proof-of-Stake, più moneta possiede e maggiore sarà l’incentivo a comportarsi come un buon amministratore della rete. Questo perché un corretto funzionamento del sistema tende ad aumentare il valore delle monete detenute.

Due tipi diversi di Proof-of-Stake

Esistono due principali tipologie di PoS:

  • Proof-of-Stake basata su catena
  • Proof-of-Stake basata su BFT

In breve, nella Proof-of-Stake a catena un validatore viene scelto casualmente in base alla quota che ha investito.

Dato un insieme noto di validatori, chi possiede una quota maggiore di deposito ha probabilità più elevate di essere selezionato. Una volta scelto, il validatore crea un nuovo blocco che punta al precedente.

Il validatore ottiene quindi il premio del blocco e le commissioni di transazione associate.

L’osservazione principale è che la Proof-of-Stake basata su catena presenta diverse similitudini funzionali con la Proof-of-Work.

Al di là della differenza nelle risorse consumate — potenza computazionale nella PoW contro partecipazione economica nella PoS — il meccanismo generale rimane simile.

Una volta selezionato il minatore o il validatore, viene creato un blocco che il resto della rete approva implicitamente accettando l’aggiornamento e aggiungendolo alle copie locali della blockchain.

Le Proof-of-Stake basate su catena tendono a privilegiare la disponibilità rispetto alla coerenza.

Proof-of-Stake BFT

Gli algoritmi Proof-of-Stake basati su BFT (Byzantine Fault Tolerant) privilegiano invece la coerenza rispetto alla disponibilità.

Nel primo passaggio, anche in questo modello viene selezionato casualmente un validatore in base alla quota detenuta e investita nel sistema.

Come funziona

  1. Viene scelto casualmente un validatore in base alla quota proporzionale detenuta dal gruppo dei validatori esistenti.
  2. Il validatore selezionato propone un blocco.
  3. Gli altri validatori votano se ritengono valido il blocco proposto.
  4. Se almeno ⅔ del potere di voto approva il blocco, questo viene aggiunto alla blockchain. In caso contrario viene selezionato un nuovo proponente e il processo ricomincia.
  5. Il validatore selezionato ottiene il premio del blocco e le commissioni di transazione.

 

Di R. Andrea Belvedere

Mi occupo di AI applicata, automazione, LLM, RAG e blockchain, con esperienza in contesti enterprise e industriali. Sono formatore tecnico, scrittore SEO e divulgatore scientifico: mi piace spiegare tecnologie complesse in modo semplice, pratico e orientato all’uso reale. Tutti gli Articoli sono elaborati dal sottoscritto sulla base di un progetto sviluppato direttamente dall’autore. Strumenti di intelligenza artificiale sono stati utilizzati come supporto all’analisi della documentazione e alla redazione. Il contenuto è stato verificato e revisionato dall’autore, che ne assume la responsabilità editoriale.

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